Sarah Hennies

20.11.2018

Sarah Hennies :: Falsetto

h. 20:30 – Standards

 

Falsetto is a strange, physically difficult, fumbling, deliberately incompetent (or maybe a different type of expert) performance played almost entirely with small bells found at thrift stores, purchased with the criteria that they must in some way sound unusual or broken or just “not nice,” and also that they cost less than $5 each. The sound of the bells is great. When layered, it’s a complex, weird, and unpredictable sound made with exceedingly humble means – literally just jostling a bunch of crap around that I found at Goodwill. However, the content and performance of the piece may cause some feelings of uncertainty and confusion in the unassuming spectator. One unhappy concert reviewer went so far as to say, “I thought I didn’t understand percussive theory anymore. Hell, I thought I didn’t understand music anymore.
Sarah Hennies per Lateral Addition, 2016

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Sarah Hennies (1979, Louisville, KY) è una compositrice e percussionista che vive e lavora ad Ithaca, NY. La sua ricerca sonora, esplorando lo spazio della performance, si traduce in una sovversiva pratica che attraversa la psicoacustica e l’identità queer. Ha presentato il suo lavoro in differenti contesti, come Café Oto a Londra, cave12 a Ginevra, Ende Tymes a NYC, Festival Cable a Nantes, il Johns Hopkins Digital Media Center, O’ a Milano e Second Edition a Stoccolma. Il suo lavoro è stato premiato dalla Foundation for Contemporary Arts, New Music USA, dal New York State Council on the Arts e con un sostegno alla ricerca artistica dalla New York Foundation for the Arts. Dal 2013 contribuisce alla diffusione della musica sperimentale attraverso la sua etichetta indipendente Weighter Recordings, che pubblica artisti ai confini della musica contemporanea.

La definizione attuale di “percussione” ha la possibilità di includere quasi tutto ciò che non è già strettamente definito attraverso un altro strumento (violoncello, pianoforte, clarinetto, ecc.) ed è per questo motivo che Sarah, attraverso tutta la sua pratica e la sua ricerca, traccia un parallelo tra l’essere percussionista e le identità queer: entrambe sono spesso definite da ciò che non sono. Come in “Contralto”, film che Standards ha presentato a Verona lo scorso mese, anche in “Falsetto” lo spazio dell’autodeterminazione della persona in relazione a un contesto è esplorato attraverso un attento e profondo parallelismo tra identità di genere e definizione musicale. Dalle note scritte da Bradford Bailey nel suo ultimo disco “Embedded Environments”, pubblicato da Blume Editions e accolto tra i migliori lavori sperimentali del 2018, Sarah Hennies rende evidenti i legami tra autocensura e “norme” della composizione musicale contemporanea e cerca di scavare con determinazione, con una sorta di stasi infuriata: “What She Has to Say, Has Never Been Said”.

ingresso con tessera delle associazioni Terzo Paesaggio o Frequente + sottoscrizione (5eu)