Malatesta: Occam Ocean di E. Radigue • Havlovi: String Concert

10.12.2019


Martedì 10 Dicembre 2019 – ore 21:30
c/o Chiesa Santa Maria del Buon Consiglio

HAVLOVI (CZ) • Music of Silence • Concerto per violoncello, viola da gamba, organo, campane tibetane e voce di Irena e Vojtech Havlovi
ENRICO MALATESTA (I) • plays Éliane Radigue – “Occam Ocean – Occam XXVI”in collaborazione con Presto!? Records

Per il quarto appuntamento della serie OFF, Standards incontra Presto!? per una programmazione speciale, raccogliendo quattro diversi archetti a risuonare nell’architettura della chiesa di Santa Maria del Buon Consiglio, in Bovisa.
In apertura il concerto per voce, viola da gamba, violoncello di Havlovi, coppia di musicisti cechi attivi da più di vent’anni nella ricerca, esecuzione e registrazione di repertori non convenzionali. Attraversando secondo traiettorie proprie il canone rinascimentale, la musica folk e la sperimentazione contemporanea, gli Havlovi (Irena Havlová e Vojtěch Havel) rappresentano nella loro sintonia l’incorporeo comune alle tradizioni musicali più distanti. Contemplativa è anche l’esplorazione del tessuto sonoro compiuta da Éliane Radigue, tra i più importanti compositori viventi. Per Enrico Malatesta ha scritto Occam XXVI, un solo espressamente pensato per la pratica artistica del percussionista cesenate, iscritto nel ciclo di lavori “Occam Ocean”. Attraverso il controllo assoluto di archetti, piatti e tamburo a cornice, Malatesta evoca nel corso dell’esecuzione le vibrazioni care alla compositrice francese: ipertoni, armonici e subarmonici – sfumature madreperla nascoste nel centro dell’evento sonoro.

Il progetto fa parte della serie Off-Standards, realizzata con il contributo del Comune di Milano.
____________________________________

ENRICO MALATESTA • Percussionista attivo in ambiti sperimentali di ricerca posti tra, musica, performance e intervento site-specific; la sua pratica esplora le relazioni tra suono, spazio e movimento con particolare attenzione alle modalità di ascolto, alle affordances degli strumenti e al poliritmo, inteso come definizione di informazioni multiple attraverso un approccio ecologico e sostenibile all’atto percussivo.

“Occam Ocean – Occam XXVI”
Versione solista per percussioni della serie Occam della compositrice francese Éliane Radigue, una delle prime musiciste ad aver sperimentato l’ambient music come flusso introspettivo e analitico. Enrico Malatesta con due piatti e un tamburo a cornice sviluppa un continuo divenire di risonanze, suoni fantasma e sovrapposizione di armonici e texture sonore. Presentato per la prima volta al pubblico nella sala principale di Berghain a Novembre 2018, in occasione del decennale di Presto!?.

ÉLIANE RADIGUE • Compositrice francese. Tra gli anni cinquanta e sessanta entra in contatto con i compositori elettroacustici della Radiodiffusion-Télévision Française componendo il suo primo materiale, ispirato alla musica concreta che verrà raccolto su Jouet Electronique ed Elemental I, usciti nel 1967 e nel 1968.
Il seguente Usral del 1969 cambia direzione stilistica avvicinandosi in modo significativo alla musica minimalista Nel 1970 si trasferisce a New York e incide il suo primo materiale per sintetizzatore: uno strumento musicale che, da questo momento, prediligerà nelle sue composizioni. In seguito all’uscita di Adnos (1974), presentato al Festival d’automne parigino, si trasferisce nella capitale francese frequentando il Centro di Studi Tibetani. In seguito a quest’esperienza, i suoi brani hanno risentito l’influenza del pensiero buddista quali il karma e la meditazione. A partire dai primi anni del nuovo millennio, si è dedicata alla composizione di brani acustici tra cui il ciclo per strumenti solisti Occam Ocean.

HAVLOVI • Per il carattere universale della loro arte, la cura per il minimo dettaglio, l’originalità facilmente discernibile nel loro lavoro trentennale, Irena Havlová and Vojtěch Havel vengono a volte classificati all’interno di specifiche correnti musicali. Tuttavia etichettare la loro musica come alternativa, global, new acoustic, sperimentale, minimalista, neo-classica spesso non dice nulla rispetto alla sua forma e contenuto. I mezzi di espressione che scelgono sono così vari e in continuo cambiamento che ogni tentativo di descrivere verbalmente, e grossolanamente il loro dialogo musicale risulta molto lontano dalla realtà che sono in gradi di evocare. L’unica cosa che si può dire con certezza è che si tratta sempre di musica che è altamente poetica, in grado di penetrare negli angoli più profondi e nascosti della capacità di percezione di un’anima umana, con il potere di arricchirla. La qualità più importante e più apprezzata degli esecutori di questa musica incantata è che i due musicisti condividono il loro dono straordinario con la propria audience attraverso un portato di assoluta sincerità e non comune spirito di umiltà, regalando un messaggio genuinamente riappacificante.
Dagli anni ’90 ad oggi gli Havlovi hanno dato vita ad un’ampia discografia, collaborato a diversi film, due dei quali hanno diretto per la televisione ceca, basati sulle loro esperienze e lunghi viaggi in India, creato il progetto audiovisivo “Mysterious Gamelanland” in collaborazione con il regista Viliam Poltikovič. Hanno tenuto concerti in Europa, Canada e Stati Uniti. Nel 2015 i filmmaker Vincent Moon e Antoine Viviani hanno dedicato agli Havlovi un documentario dal titolo “LITTLE BLUE NOTHING • a portrait of VOJTECH & IRENA HAVLOVI”.

Artwork e flyer disegnati da Ruben Spini
____________________________

INFO
Martedì 10 Dicembre 2019 – ore 21:30
c/o Chiesa Santa Maria del Buon Consiglio
Via E.Ricotti 10 Milano (Bovisa)